PALAZZO MASSIMO ALLE COLONNE: APRE LE PORTE SOLO IL 16 MARZO DI OGNI ANNO

Palazzo Massimo detto alle Colonne, è il capolavoro di Baldassarre Peruzzi che lo costruì dove un tempo sorgevano le case quattrocentesche della famiglia Massimo, distrutte nel sacco di Roma del 1527. La facciata convessa del palazzo ricalca la cavea dell’Odeon di Domiziano, teatro per le audizioni musicali posto a sud dello Stadio fatto costruire dallo stesso imperatore. La facciata, tutta a bugnato piano, presenta un portico composto da sei colonne abbinate al centro, che crea un notevole effetto di chiaroscuro; ai lati sono grandi finestre rettangolari chiuse da inferriate. Al di sopra è il piano nobile, delimitato da una cornice aggettante su cui poggiano sette finestre architravate con balconcini. Al secondo e terzo piano finestre rettangolari più piccole, con originale inquadratura. A coronamento è un cornicione con mensole e rosoni. Il portico è decorato da finissimi stucchi nel soffitto a cassettoni ed ha alle estremità due nicchie con statue. Da questo si può accedere a cortili di mirabile armonia. I lussuosissimi interni sono arricchiti da splendidi affreschi, statue classiche, mobili pregiati ed arazzi.

Al secondo piano si trova la stanza, trasformata in Cappella nel Settecento, dove S. Filippo Neri il 16 marzo 1583 operò un miracolo, riportando in vita il figlio di Fabrizio Massimo, Paolo. Il giorno della ricorrenza del fatto miracoloso è l’unico giorno in cui il palazzo è aperto al pubblico. All’inizio del XIX secolo l’edificio fu collegato internamente con quello di Pirro, ad esso adiacente.

Aperto solo il 16 marzo (ricorrenza del miracolo di San Filippo Neri)
dalle ore 7.00 alle 13.00
Visitabile il primo cortile e la cappella di San Filippo Neri

Indirizzo: Corso Vittorio Emanuele II, 141Zona: Rione Pigna (Torre Argentina) (Roma centro)

Per informazioni:060608


Cosa è avvenuto nel miracolo di San Filippo Neri?

Siamo nel pieno del Rinascimento tardo, il 16 marzo 1583, all’interno del Palazzo Massimo alle Colonne.

Il protagonista: Paolo Massimo
Paolo era il figlio quattordicenne del principe Fabrizio Massimo. Il ragazzo era gravemente malato da circa due mesi e Filippo Neri, che era il confessore e l’amico di famiglia (nonché una sorta di “nonno spirituale” per i figli del principe), lo andava a trovare ogni giorno.

La dinamica del miracoloQuel mattino, le condizioni di Paolo precipitarono. Venne mandato un messaggero a chiamare d’urgenza Filippo presso la chiesa di Santa Maria in Vallicella, ma quando il Santo arrivò a palazzo, il ragazzo era già morto da mezz’ora.

Ecco cosa accadde secondo le testimonianze dell’epoca:Il richiamo: Filippo si avvicinò al letto, pregò intensamente e poi chiamò il ragazzo per nome con voce ferma: “Paolo! Paolo!”.

Il risveglio: Come se si fosse appena destato da un sonno profondo, Paolo aprì gli occhi e iniziò a parlare con Filippo.

L’ultima confessione: I due rimasero a parlare per circa quindici minuti. Non fu un ritorno alla vita per “restare”, ma per “chiudere i conti”. Paolo confessò un peccato che lo tormentava e ricevette l’assoluzione.

Il congedo: Filippo gli chiese se moriva volentieri. Paolo rispose che sì, desiderava andare in Paradiso a vedere sua madre e sua sorella (morte tempo prima). Filippo allora gli disse: “Va’ dunque, che sii benedetto, e prega Dio per me”. In quel momento, Paolo chiuse gli occhi e spirò definitivamente.

Perché è così importante per Roma?
Oltre all’aspetto religioso, questo evento consolidò la figura di Filippo Neri come “L’Apostolo di Roma”. Filippo non cercava il sensazionalismo; per lui il miracolo non serviva a sconfiggere la morte fisica, ma a garantire la pace dell’anima.

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