
La città di Roma si prepara ad accogliere nuovamente L’Aperossa 2025, un appuntamento che unisce cultura, socialità e memoria storica in un contesto unico. Dal 15 al 19 settembre e dal 22 al 26 settembre, il piazzale della Centrale Montemartini diventa teatro di un fitto calendario di eventi: incontri, workshop, trekking urbani, visite guidate, proiezioni cinematografiche e concerti dal vivo animeranno le serate fino a mezzanotte.
Un’iniziativa gratuita e aperta a tutti, che punta a valorizzare il tessuto storico e culturale del territorio, promuovendo allo stesso tempo il patrimonio custodito dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD).
Una manifestazione per tutti
Promossa dalla Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico ETS, con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Cinema e Audiovisivo e in collaborazione con Euroma 2 Cultural Experience, l’Aperossa si conferma come un’occasione di condivisione culturale che abbraccia generazioni e interessi diversi.
L’obiettivo è diffondere la conoscenza di un patrimonio prezioso, fatto non solo di filmati e documenti, ma anche di storie e memorie collettive.
La biblioteca e il patrimonio librario
Dal 2015 la bibliomediateca dell’AAMOD fa parte del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN), all’interno del Polo IEI degli istituti culturali di Roma, coordinato dall’Istituto Centrale per il Catalogo Unico del Mibac. Oggi custodisce circa 6.000 testi, in continua crescita: volumi dedicati alla storia del cinema, ai suoi autori e linguaggi, con un’attenzione particolare al cinema documentario e alla documentazione filmica.
La valorizzazione di questo patrimonio avviene anche attraverso presentazioni di libri e proiezioni tematiche, con un occhio di riguardo all’opera di Cesare Zavattini, che fu presidente dell’Archivio per diversi anni.
Una biblioteca che viaggia per le strade
L’Aperossa è anche un progetto itinerante: un distaccamento della biblioteca/mediateca che porta libri, cinema e cultura direttamente nelle strade e nelle periferie. Attraverso letture pubbliche, proiezioni, laboratori e workshop, la cultura esce dalle sale chiuse per incontrare le persone nei luoghi della quotidianità.
Un modo innovativo per diffondere la memoria e il sapere, mantenendo vivo il legame tra passato e presente, tra la tradizione del cinema e la contemporaneità urbana.
