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Cascia, Roccaporena, Norcia e Castelluccio di Norcia

Un'idea per un weekend
culturale/gastronomico firmato Romeyoung!

NOI CONSIGLIAMO

SABATO
Partenza da Roma.
Prima tappa presso le Cascate delle Marmore.

Venendo dall’A1 (Autostrada del Sole) uscite al casello di Orte; quindi percorrete il raccordo autostradale Orte-Terni. Uscendo a Terni est seguite la strada principale in direzione del centro cittadino, lasciandovi sulla destra prima il cimitero, poi lo stadio Libero Liberati proseguite poi su Viale Aleardi fino ad arrivare ad una rotatoria con al centro il maestoso obelisco realizzato da Arnaldo Pomodoro. Continuate, quindi, dritti fino ad un’altra rotatoria, qui girate a destra ed attraverserete un ponte (Ponte Garibaldi). Alla fine del ponte troverete un’altra rotatoria; girate a sinistra ed arrivate fino al semaforo. Girate a destra e, alla successiva rotatoria potete scegliere: andando a destra troverete le indicazioni per il Belvedere Superiore, andando a sinistra arriverete ad un incrocio regolato da un semaforo; girate a destra proseguite sempre dritto e, dopo pochi chilometri arriverete al Belvedere Inferiore.

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Proseguimento per Cascia, visita alla cittadina ed al Santuario di Santa Rita da Cascia.

La Basilica Santuario di S. Rita in Cascia offre a tutti i visitatori una significativa occasione di riflessione e di preghiera. Il Signore infatti ci ha dato in S. Rita un singolare esempio di amore.L’amore è stato la sua forza vitale e dall’amore venne sempre guidata nei vari momenti della sua vita prima come moglie e madre e poi come monaca agostiniana. Grande è in verità la sua disponibilità al perdono, il suo desiderio di pace, la sua capacità di vivere la sofferenza. Chiunque si accosta al suo messaggio non può non restare attratto dalla ricchezza delle sue virtù. Virtù che ella attinse alla grande scuola spirituale del suo protettore S. Agostino.Allieva del Beato agostiniano Simone da Cascia, che riposa accanto a lei, ed affascinata da S. Nicola da Tolentino, anch’egli agostiniano, Rita è una gloria della Famiglia agostiniana, che da sempre continua la sua opera presso la Basilica Santuario di Cascia. Basilica Santuario rinnovata e arricchita, a metà del secolo scorso, dalla Beata Maria Teresa Fasce, Superiora del Monastero, che è venerata anch’essa accanto a Rita.

 


Veduta di Cascia

Interno della Basilica

Prima di arrivare a Norcia, proseguimento per Roccaporena con visita allo "Scoglio".

Chiuso in una forra sovrastata da uno strappo di cielo, il villaggio di Roccaporena, paese nativo di S. Rita, si mostra improvviso al visitatore. È collegato con il capoluogo dalla variante alla SS.320 che si snoda alla sinistra del Corno, lungo le pendici del monte della Sassa. La valle è angusta, ma la natura suggestiva. Lo sviluppo del paese è legato al nome di mons. Giacomo Antonelli il quale nel 1949, con la collaborazione di alcuni volenterosi, superando incomprensioni, opposizioni e amarezze, diede vita all'Opera di S. Rita e tolse dall'isolamento l'aspra e impervia conca roccana, portandovi un soffio di vitalità e di benessere. Il villaggio, per la salubrità dell'aria e per la quiete che lo circonda, è particolarmente adatto a soggiorni tranquilli e riposanti.

 


Veduta di Roccaporena


Lo "Scoglio" dove S.Rita 
si ritirava in preghiera

In serata, proseguimento per Norcia e pernotto (con cena) presso l'agriturismo "Casale nel parco dei Monti Sibillini"

L'Agriturismo Casale nel Parco dei Monti Sibillini si trova ad un solo chilometro da Norcia, nella terra di San Benedetto e della maga Sibilla. L'azienda è composta da due tipici casali agricoli immersi nel verde, una piscina con una splendida vista sul Monte Patino, un maneggio con un lungo percorso attrezzato e oltre 7 ettari di terreno dedicati alla coltivazione biologica di cereali e legumi. Nel ristorante La Cucina del Casale, arredato in stile rustico e riscaldato da un grande camino, proponiamo i piatti semplici e gustosi della cucina di casa. Ricette della tradizione insieme a ricette più nuove portano in tavola i sapori delle nostre montagne. Per realizzare i nostri piatti facciamo uso dei prodotti di qualità che ci offre il territorio circostante. I legumi e le verdure biologiche sono di nostra produzione così come gran parte della carne, i tartufi sia estivi che invernali sono acquistati da cavatori locali mentre i salumi e i formaggi sono selezionati dai migliori artigiani del posto.
La Cucina del Casale, è aperta a tutti, sia a pranzo che a cena, tutti i giorni della settimana. È gradita la prenotazione. Tel. 0743 816481.

DOMENICA
Visita della cittadina di Norcia.

Città natale di San Benedetto, Patrono Principale d'Europa
Dove alla profonda spiritualità si uniscono il fascino della natura, 
le meraviglie dell’arte e la genuinità della gastronomia

La città sabina di Norcia, nella parte più montuosa e pittoresca dell’Umbria, nell’area del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, vanta numerose risorse ambientali, artistiche, gastronomiche e culturali che la rendono attraente e unica agli occhi di ogni visitatore. 
Meta indiscussa di chi ama il contatto con la natura incontaminata, lo sport, la tranquillità e la qualità della vita, Norcia è un luogo sempre ospitale e accogliente, d’elezione per chi, tra una scoperta gastronomica e l’altra, vuole rigenerare anche lo spirito. A Norcia, Patria di San Benedetto, Patrono Principale d’Europa, arriva infatti sia chi vuole conoscere la profonda spiritualità benedettina, sia chi è allettato dalla sua indiscussa fama culinaria, che fa della città uno dei paradisi gastronomici più ricchi e ricercati d’Italia, la capitale dei prodotti della “norcineria” (che da Norcia trae nome e lustro), dei tartufi neri pregiati, dei formaggi e delle lenticchie. La sua vocazione turistica si è sviluppata negli anni in perfetta armonia con la salvaguardia delle bellezze naturali e architettoniche che contraddistinguono tutto il territorio. Qualificate attrezzature alberghiere e strutture sportive all’avanguardia fanno della città anche la mèta privilegiata di sportivi di ogni tipo, come club e squadre di calcio di massimo livello, tutti gli anni in ritiro in questo pittoresco angolo sud-orientale dell’Umbria. A poca distanza da Norcia, negli ampi piani di Castelluccio, ha sede la migliore scuola europea di volo libero; nei numerosi sentieri all’intero del Parco Nazionale si svolgono escursioni a piedi e a cavallo e anche trekking con i muli; i corsi d’acqua del Sordo e del Corno offrono la possibilità di praticare rafting e canyoning; mentre le suggestive pareti rocciose, le grotte carsiche e le gole che caratterizzano l’intero territorio della Valnerina sono il luogo ideale per free-climbing e speleologia.

A metà mattinata, proseguimento per Castelluccio di Norcia (Altitudine: 1452 mt. s.l.m.) con visita alla Piana ed alla cittadina.

 


Una veduta della Piana di Castelluccio

La fioritura (mese di Giugno)

L'italia

Castelluccio visto dalla Piana

La fioritura (mese di Giugno)

Un particolare dei colori
della Piana di Castelluccio

La storia di Castelluccio e il suo sviluppo sono strettamente legate alla storia della pastorizia. Quando nacque l'esigenza di cambiare l'attività della pastorizia da stagionale a stanziale, cominciò il disboscamento delle alture per creare nuovi pascoli, inoltre il legno era usato come materiale da costruzione e da riscaldamento. Un largo piazzale asfaltato accoglie il visitatore che giunge a Castelluccio. E' qui che si affacciano una serie di edifici, un tempo stalle e fienili. Sui muri grandi scritte di vernice bianca, incomprensibili a chi non conosce il dialetto o i problemi di Castelluccio. Salendo sulla sommità del colle, una volta chiamato "le pitture", si giunge all'abitato più antico del paese. Della vecchia fortificazione cinquecentesca non rimane che un portale, e pochi tratti delle mura, oltre si accede alla piazzetta della chiesa di S.Maria Assunta anch'essa del 1500. E' il maggiore monumento storico artistico, all'interno vi è custodita una pregevole scultura lignea raffigurante una Madonna (1499) attribuita a Giovanni Antonio di Giordano, maestro scultore di Norcia. 
Le anguste stradine che salgono e scendono, portano ai diversi livelli dell'abitato. Le case, addossate le une alle altre sembrano difendersi vicendevolmente dal freddo, molto spesso hanno piccole finestre, e sui muri sino a pochi anni fa si potevano vedere piccole figure sacre in ceramica, che una volta forse rappresentavano la sola difesa degli abitanti contro le avversità della natura. 

Rientro a Roma in serata.

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LA VERDE UMBRIA

INFORMAZIONI

Associazione Romeyoung
Tommasina Critelli
347.1870451

LE MARMORE

DEGUSTAZIONI


I prodotti della buona tavola

Le lenticchie di Castelluccio

Il buon vino
RINGRAZIAMO
Giorgio e Valentina
per averci accompagnato
in questi due giorni alla scoperta delle meraviglie della nostra Italia.


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